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Domande Frequenti

Domande Frequenti

Se nonostante le informazioni fornite, avete altri dubbi che attendono una risposta non esitate a contattarci.

La fibrotomía graduale del Dr. Ulzibat è una tecnica medica?

Sì, è un’operazione chirurgica che viene eseguita da un medico chirurgo assistito da un anestesista. Viene effettuata in sala operatoria nel pieno rispetto degli standard sanitari. È una tecnica chirurgica di tipo funzionale. Non si tratta di paramedicina, medicina alternativa o null’altro del genere.

Nel caso di paralisi cerebrale, a quale età conviene operare?

La decisione spetta sempre al chirurgo, anche se in generale di solito viene data indicazione a partire dai due anni di età. Non esiste una norma fissa tuttavia. Ogni caso è a sé, anche se si è notato che vengono raggiunti migliori risultati in età precoce quando ancora non sono presenti deformazioni articolari.

Che tipo di anestesia viene utilizzata?

La decisione è affidata al chirurgo e all’anestesista. Dipende dalla localizzazione dei punti da trattare e dal loro numero. Solitamente si opta per l’anestesia generale inalatoria (senza intubazione).

Quanti giorni di ospedalizzazione sono necessari?

Di solito il paziente viene ricoverato il giorno prima dell’intervento e viene dimesso il giorno dopo di questo.

Quali esami preoperatori necessitano?

Dipende dalla decisione dei medici e verrà comunque data indicazione in sede di valutazione. In linea di massima si tratta degli esami clinici e strumentali che normalmente si eseguono in vista di un’operazione chirurgica.

Quali patologie sono trattabili con la fibrotomia graduale o il metodo Ulzibat?

In generale tutte quelle in cui vi è presenza di contratture o dolori muscolari e/o miofasciale. L’obiettivo è quello di eliminare o ridurre il dolore, aumentare il range di movimenti attivi e passivi e la mobilità articolare. Risulta particolarmente efficiente nel trattamento della PCI, esiti di danno neurologico, di ischemie, di aneurismi cerebrali, spasticità o dolore miofasciale. L‘obiettivo primario è quello di facilitare l’applicazione del resto delle terapie (fisioterapia, hydrokinesiterapia, rieducazione posturale…) con una buon rapporto rischio/beneficio, specialmente se la si paragona a tecniche più invasive come la tenotomia, la pompa di baclofen o la tossina botulinica. In caso di affezione neurologica grave, la fibrotomia graduale diventa un trattamento efficacie per la riduzione del dolore e per gestione del paziente (igiene personale, controllo posturale, ptialismo... ). In caso di fibromialgia, fasciti, tunnel carpale e altre patologie in cui è presente dolore muscolare o miofasciale i miglioramenti sono notevoli e in taluni casi può essere risolutiva.

Quali effetti secondari o indesiderati si posso verificare dopo la fibrotomia?

Nei giorni successivi all’operazione, in alcuni casi, possono apparire degli ematomi nelle aree trattate. Solitamente si risolvono applicando creme specifiche o garze imbevute di alcool. Se l’ematoma dovesse essere interno o dovesse persistete, è opportuno trattare la parte con ultrasuoni o magnetoterapia (sempre dietro prescrizione medica).

Quale tipo di riabilitazione è prevista dopo l’operazione?

Le indicazioni vengono fornite dal chirurgo dopo l’intervento anche se in generale si può dire che, in presenza di movimento volontario, la riabilitazione vertirà sulla rieducazione posturale o del deambulo. Diventa pertanto fondamentale l’operato e il coinvolgimento dei terapisti (logopedista, fisioterapista, terapista occupazionale…) che trattano il paziente.

Sono state apportate delle modifiche alla tecnica dal momento della sua ideazione?

Sì, tanto il Dr. Alexey Repetunov che il resto dei chirurghi dell’Istituto, nel corso di anni di ricerche, studi pratici e osservazione dell’evoluzione dei pazienti, hanno migliorato e perfezionato la fibrotomia graduale in molti aspetti al fine di ottenere risultati più soddisfacenti.

La fibrotomia graduale è un trattamento efficace contro la paralisi cerebrale?

La fibrotomia graduale è una tecnica chirurgica efficace contro alcuni degli esiti tipici della paralisi cerebrale. L’obiettivo è quello di migliorare la vita del paziente e questo dipende da vari aspetti: il grado di compromissione neurologico, la riabilitazione post-intervento, il grado di collaborazione del paziente sono tutte variabili che possono fare in modo che i vantaggi ottenuti con la chirurgia aumentino e si consolidano. Gli obiettivi ottenibili grazie alla fibrotomia graduale in patologie con declinazioni così diverse fra loro come quelle della paralisi cerebrale devono essere discussi in sede di valutazione con il chirurgo e sviluppati successivamente grazie all’intervento dei terapisti che seguono in paziente.

Vengono effettuati allungamenti?

Contrariamente a quanto letto o sentito dire, no, assolutamente no. Il trattamento della paralisi cerebrale con questa tecnica chirurgica non si allungano muscoli e no si sezionano tendini, ecco perché non è prevista alcuna convalescenza. Al contrario invece, viene data la possibilità ai muscoli trattati di effettuare dei movimenti che prima dell’operazione e sui quali sarà necessario lavorare durante la riabilitazione. Si tratta di una tecnica chirurgica che si occupa di problemi muscolari o miofasciale, che nulla ha a che vedere direttamente con problemi ossei o articolari e, laddove si fossero manifestati, potrà evitarne l’avanzamento e sarà comunque un aiuto preventivo.